Categoria: movie

Pubblicità occulta

Sono andata al cinema con la consapevolezza che solo per aver varcato quelle porte dell’intrattenimento avrei sprecato del denaro. E così è stato.

Seduta ho aspettato che iniziasse il film. Sono trascorsi dieci minuti. Passa mezz’ora. La sala era vuota e continuavo a scambiarmi sguardi dubbiosi con la mia amica appassionata di cinema. Un’ora. Un’ora e venti minuti. Finisce il film.

Ma quando è iniziato???

Un’ora e quaranta minuti dedicati alla visione di ”Io e te”, che detto tra me e te, trascorrerli al Bar Sport sarebbe stato un investimento migliore di tempo.

La storia: non esiste.
Gli attori: credibili come un tirannosauro Rex in via Condotti.
Le musiche: ni.
La regia: ok è Bertolucci e io donna della strada non mi sento di insultarlo, però il finale faceva cosI” anni ’70, ed io sinceramente mi sarei aspettata una ripresa più innovativa.

Note positive: Tea Falco.

Bionda e siciliana non può che rimandare alla ben più famosa, almeno per me, Eva Riccobono.
Recita una monologo che scopro poi essere una semplice, ma di non certo non banale ne stupida, pubblicità a sè stessa. Parla di lei, dei premi vinti, dell’esperienza americana e vengono mostrati scattati realmente realizzati da lei. Un monologo autocelebrativo che risulta un’operazione marketing di tutto successo, oltre che rappresentare la parte più interessante di un film che non si basa su nulla, senza trama o logica.

Un film che allontana decisamente Bertolucci dalle glorie del passato, ma punta le luci dei riflettori su un talento tutto made in Italy.

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fossi cresciuta in una classe a cerchio

L’altra sera sono andata al cinema a vedere Monsieur Lazhar, e mi sono emozionata.

Ogni volta che vado al cinema mi pento e ripento dei soldi spesi nel filmaccio scelto, e dopo anni, e quando dico anni intendi ANNIIII, mi sono seduta e mi sono goduta ogni fotogramma, fino all’ultimo. La storia, l’intensità dei bambini, il freddo di Montreal e il vedere le stagioni alternarsi, la drammaticità delle due storie che s’incrociano senza incontrarsi mai. Tutto, mi è piaciuto tutto.

E il vedere questo non-insegnante rimettere i banchi nella posizione canonica e tornare a metodi d’insegnamento che mi hanno tormentato l’infanzia, mi ha fatto pensare a come sarebbe potuta essere la mia prima formazione se si fosse svolta in un ambiente armonioso, con i banchi a cerchio, i lavoretti fatti a mano e le pareti colorate.

Immagine

Ti immagini l’artista che sarei ora? Il genio creativo che questo metodo d’insegnamento avrebbe tirato fuori da me? Ah deciso, vado a cullarmi nei miei sogni d’artista per tutto il giorno

saluti e smancerie varie da un’artista mancata!