Borondo

Borondo.

Non lo conosco, ma  è la prima persona che un pó mi ha fatto sentire a casa. Guardando i suoi murales a San Paolo Mi sono sentita un pó meno straniera in questa cittàeterna così provinciale.

Non lo conosco eppure quando guardo le sue opere provo quelle sensazioni che solo le cose di casa sono in grado di darti.

La sofferenza, la ricerca interiore, l’arte che fa rima con poesia sono le somme che mi spingono oggi ad andare a vedere la sua prima personale alla 999gallery.

Stay tuned!

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video of the week

Mi é capitato tra le mani un libro di sociologia incentrato sui rave, e durante tutta la lettura tengo come base un Jeff Mills dei tempi d’oro.

Ditemi voi se non é normale che questo giovedì d’inverno non penso ad altro che ad andare a ballare!

Intanto godetevi questa nuova uscita di Eton Messy, nei cui video troviamo sempre statiche modelle, e la cui musica mi fa sognare di essere all’uscita di un party la domenica mattina, quando il cielo é del colore più bello.

Enjoy it!

 

votami votami votami votami -hai capito cosa devi fare?-

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Facile no?

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love!

Pubblicità occulta

Sono andata al cinema con la consapevolezza che solo per aver varcato quelle porte dell’intrattenimento avrei sprecato del denaro. E così è stato.

Seduta ho aspettato che iniziasse il film. Sono trascorsi dieci minuti. Passa mezz’ora. La sala era vuota e continuavo a scambiarmi sguardi dubbiosi con la mia amica appassionata di cinema. Un’ora. Un’ora e venti minuti. Finisce il film.

Ma quando è iniziato???

Un’ora e quaranta minuti dedicati alla visione di ”Io e te”, che detto tra me e te, trascorrerli al Bar Sport sarebbe stato un investimento migliore di tempo.

La storia: non esiste.
Gli attori: credibili come un tirannosauro Rex in via Condotti.
Le musiche: ni.
La regia: ok è Bertolucci e io donna della strada non mi sento di insultarlo, però il finale faceva cosI” anni ’70, ed io sinceramente mi sarei aspettata una ripresa più innovativa.

Note positive: Tea Falco.

Bionda e siciliana non può che rimandare alla ben più famosa, almeno per me, Eva Riccobono.
Recita una monologo che scopro poi essere una semplice, ma di non certo non banale ne stupida, pubblicità a sè stessa. Parla di lei, dei premi vinti, dell’esperienza americana e vengono mostrati scattati realmente realizzati da lei. Un monologo autocelebrativo che risulta un’operazione marketing di tutto successo, oltre che rappresentare la parte più interessante di un film che non si basa su nulla, senza trama o logica.

Un film che allontana decisamente Bertolucci dalle glorie del passato, ma punta le luci dei riflettori su un talento tutto made in Italy.