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LondonLove

E’ un anno che ci siamo lasciate, e ancora ti penso.

Ti penso come si può pensare solo ad un grande amore. Quel grande amore a cui sai di non appartenere più eppure ti trovi così spesso a pensarci.

Ti ho amata tantissimo, come non ho mai amato nessuna. Anche quando mi facevi incazzare e mi rovinavi la giornata, l’amore era grande, immenso.

Poi un giorno in fretta e furia sono partita, con quell’altro di amore.

Eppure io lo vedo che sei sempre lì a farmi l’occhiolino, che mi dici ‘dai cosa aspetti, io sono qua!’ eh lo so che tu sei lì, e so anche che ci sarai sempre.

Vorrei venire a trovarti più spesso, a farmi coccolare ed impressionare da te, però non posso. .

E allora rileggo cosa avevo scritto quando ci conoscevamo solo da pochi mesi, e decido di pubblicarlo qui.

I primi amori, quelli grandi che ti donano tutto, sono quelli che non si scordano mai.

Io ti amo, e tu lo sai!

P .s.  mi sono presa una cottarella per un’altra, è un po’ vecchiotta ma tanto affascinante, e sta sempre lì a farmi il filo, mi regala sempre tanto sole, di storia, di parchi e feste aggratis, diciamo che si sta impegnando!

Non so, ora vedo che succede, però questa qua, io te lo dico, ce stà a provà seriamente!

 

Il vento che per primo ti accoglie quando da sotto terra esci a Bethnal Green.

Il mercato di Whitechapel che quando ci cammini in mezzo ti sembra di trovarti in Marocco ed invece sei nel più colorato e rumoroso East End. Le donne con il burqa e le ragazzine scosciate desnude. Gli accenti che si mescolano, i colori che è come camminare in un arcobaleno, i profumi di spezie e pesce fritto che non c’entrano niente l’uno con l’altro ma che qui si mischiano che e’ un piacere. Hipster, indie, hippie, new dandy, punkabbestia, rastafari, tamarri italiani, tamarri pakistani. Hot pants, pellicce, sahari, zeppe vertiginose, pallidume preoccupante, visi che sembrano maschere, labbra rosso fuoco. Tutti che camminano per quella strada fatti di mattoni.

La famiglia che c’e’ qua. Quella family fatta di sanguisughe, stranieri ed amori incondizionati.

La pizza settimanale e le macine cercate in ogni dove. Le promesse sportive e le serate divaneggiando sul divano tra golia e kinder ferrero.

Gli accenti spagnoli che sono diventati ormai una costante e il sushi ancora da assaggiare.

I pranzi ad Hide Park godendosi il sole, per poi ributtarsi tra la folla di Bond street, i clienti maleducati e le risate che non riesci a trattenere quando sei stanca.

Il Victoria&Albert che con quei soffitti alti alti e i vestiti barocchi ti fa sgranare gli occhi.

Il perdersi di notte per le strade di Mayfair. Strade che parlano di ricchezza, uomini panciuti, tacchi alti e tanto tempo libero.

Eddy che ha 50, 2 figli che parlano un paio di lingue ma non la tua, che ha tanto tempo libero e tante storie da raccontarti su questo East che ti ha fatto perdere la testa, e tu che continui a comprare borse di tela per 89pence solo per sentirle raccontare una volta in piu’.

Il Sunday Market che un po’ ha stufato e allora con un beigel e un coffee ti dirigi verso il Columbia con i suoi fiori e gli accenti british. Il Borough Market che ti ricorda quando da piccola andavi a trovare papa’.

I londiners che fanno la fila perfino per timbrare il biglietto dell’underground e tu che ti senti troppo italiana. Poi li vedi alle 6 p.m. in giacca e cravatta barcolare ed importunarti. E pensi che ogni cultura ha i propri difetti.

La Jubilee il sabato mattina che ti fa tirare accidenti contro tutti e la Central che cosi’ rossa e’ sempre una certezza.

Le giornata ad Hampsted che non sembra nemmeno di essere a Londra.

I lividi dopo ogni serata. La sambuca con la birra. Il vino con il tappo e non con il sughero a cui ti sei ormai arresa. Gli alberi illuminati che si riflettono sulle vetrate del Vibe. Il cercare locali, non trovarli e svegliarsi con il famoso hangover ma con gli ancora piu’ famosi lividi. I vestiti macchiati, le warehouse, il cadere e rialzarsi sorridendo. Il number 8 che ti riporta sempre a casa sana e salva e ti rimarra’ nel cuore come quel 61 che prendevi una vita fa. L’alba sotto London Brindge.

Le multe prese da Close Up che comunque non ti fanno diventare puntuale. I 5£ spesi per ID mensilmente che ti fanno sognare. I baci a stampo. Le cartoline ricevute e quelle ancora da spedire. La stagione dei barbecue e dei concerti che sta arrivando.

L’andare in due in vespa e il guidare dall’altro lato.

Sottolineare con 1000 colori diversi i libri e pensare a quante cacchio di parole non conosci. I mesi che passano ma che a te sembrano solo ore. Il camminare sorridendo sempre anche quando la giornata sembrava non finire piu’. Il vento forte che ti scompiglia i capelli, che ti entra dentro e lo senti nelle ossa, e che prima di arrivare qui nemmeno sapevi quanto ti potesse piacere.

L’essere felice senza averlo programmato. 

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ahi ahi ahi

due settimane senza internet

post per il blog scritti su un quadernino perche’ accendere il Mac mi faceva salire un nodo alla gola

inaugurato casa nuova, senza internet ovviamente!

un compleanno importante festeggiato

una visita mordi e fuggi a LondonTown che mi ha ricaricato le pile

la nostalgia per gli amici lontani che aumenta in proporzione ai chilometri che mi separano a loro

lotte con Wind/ infostrada/ proprietario di casa

gli scarafaggi sempre in mente, ma sopratutto nei sogni!

…e questo e’ un breve riassunto degli ultimi quindici giorni, e ora che inizino i post!