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regista io ti bramo

C’è stato il periodo in cui ero in fissa per Ferzan Ozpetek ed ho passato un inverno intero a divorarmi la sua filmografia. Penso sia iniziata da allora la mia storia d’amore con Stefano Accorsi. Francesi vi odio, e Laetitia ti maledico!

Sono poi passata al classico e mi sono innamorata di Woody Allen, tutti i film sul hard-driver un piumone e biscotti/ pane e nutella  una tazza di te caldo a farmi compagnia. Poi si è messo a girare quelli scempi osceni di Vicky-cristina-barcelona/ Midnight in Paris, e l’orribile, degradante, direi quasi offensivo To rome with love, (mangiamo, cantiamo, le donne parlano poco e sempre con aria remissiva e gli uomini sono tutti farfalloni, giusto un paio di luoghi comuni!) e per un attimo ho pensato di cestinare anche i vecchi capolavori. Ma perché farlo? Io lo insulto per i nuovi e mi godo i vecchi, perfetto compromesso!  E stragiuro che non andrò mai più a vedere un sul film al cinema, mai!

Gli anni padovani li ho trascorsi con le mie amiche e quel vecchio ninfomane di Pedro Almodovar. Datemi come sfondo Madrid, un Antonio Banderas giovanissimo e qualche retroscena erotico/omosessuale e il mio cuore torna a palpitare.

C’è stato il periodo in cui facevo la finta bohemien acculturata e mi dichiaravo pazza di David Lynch. Ho visto due film, non c’ho capito nulla e a me ‘’Mulholland drive’’ mi ha fatto pure paura! Ah l’ho detto!

Ed ora in questo autunno romano vorrei drogarmi nuovamente di cinema. Scegliere un regista, chiedere al mio brudersinUK di scaricarmi tutta la filmografia e comprare il barattolo di nutella giga un te detox e sperare in tempestose serate di pioggia.

Però le idee in proposito scarseggiano, che regista scelgo???

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fossi cresciuta in una classe a cerchio

L’altra sera sono andata al cinema a vedere Monsieur Lazhar, e mi sono emozionata.

Ogni volta che vado al cinema mi pento e ripento dei soldi spesi nel filmaccio scelto, e dopo anni, e quando dico anni intendi ANNIIII, mi sono seduta e mi sono goduta ogni fotogramma, fino all’ultimo. La storia, l’intensità dei bambini, il freddo di Montreal e il vedere le stagioni alternarsi, la drammaticità delle due storie che s’incrociano senza incontrarsi mai. Tutto, mi è piaciuto tutto.

E il vedere questo non-insegnante rimettere i banchi nella posizione canonica e tornare a metodi d’insegnamento che mi hanno tormentato l’infanzia, mi ha fatto pensare a come sarebbe potuta essere la mia prima formazione se si fosse svolta in un ambiente armonioso, con i banchi a cerchio, i lavoretti fatti a mano e le pareti colorate.

Immagine

Ti immagini l’artista che sarei ora? Il genio creativo che questo metodo d’insegnamento avrebbe tirato fuori da me? Ah deciso, vado a cullarmi nei miei sogni d’artista per tutto il giorno

saluti e smancerie varie da un’artista mancata!